Uomo

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8 maggio 2017

CI SIAMO



























Mi hanno detto, forse con una certa ironia scaturita da motivazioni evidenti e forse anche un po' scontate vista la persona : “ ...è chiaro allora che stai vivendo emozioni forti!” “stavo ascoltando un pezzo di musica che mi ha fatto emozionare...” la mia risposta che era vera, così come lo era ciò che lei sosteneva ma senza sapere nulla delle cose alle quali evidentemente si riferiva.
Possiamo non emozionarci? Possiamo rimanere nella piattezza dell'omogeneizzazione? Possiamo forse dimenticare la cava dalla quale siamo stati tratti della mancanza di dialettica e di disanima di argomenti ostici? Possiamo forse dimenticare ciò che siamo lasciandoci convincere che saranno altri a prendersi cura del mondo e che lo faranno così bene? Possiamo forse cedere alle lusinghe della gioia effimera della vittoria della nostra squadra del cuore?
L'emozione di un Amore e di un pezzo di musica può non essere denso di ricordi e significati da riempirti i vasi lacrimali al punto che poi si nota che scende giù. incontrollabile e furiosa, gloriosa di esserci e di scorrere come un rivolo fra i lineamenti del tuo volto, quella lacrima?
Non c'è una vera risposta, quando ce ne sarebbero tante, e tutte consone e opportune ma ognuno di noi darà la propria e sarà quella giusta, quella esaustiva, definitiva, completa ed irreversibile.
Proprio perché siamo la parte migliore di un'anima morbida ed esibizionista, che ti conquista per la sua sagacia e destrezza, per l'acutezza delle sue osservazioni e la sobrietà delle sue convinzioni. Un fluttuante movimento di concetti formanti e gravi da sancire quei concetti che poi durano nel tempo ed a cui i più si rifanno senza troppe remore non avendo altro a cui aggrapparsi in un momento di superficialità ed opportunismo nella strumentalizzazione di qualsiasi evento possa destare attenzione.
Oggi ci siamo e ci siamo per davvero con tutto ciò che siamo e senza accennare ai ripieghi o agli indietreggiamenti.
Come non possiamo emozionarci per un ricordo così vivo e attivo, accattivante compagnia delle ore più solitarie?








































































11 aprile 2017

CREDERCI











Nell'attesa dell'avvenire
























Non puoi fare a meno di distrarti, non dal traffico incalzante, non dalle bici che ti sfiorano che tutto ti si ritorcerebbe contro se anche solo provassi a lambire la loro più piccola particella né dai pedoni che distrattamente ed immersi nei loro pensieri di una giornata trascorsa ed a quello che sarebbe potuta essere ed a quello che avrebbero potuto ed in alcuni casi dovuto fare, non da tutto questo ma cerchi di distrarti da una dimensione parallela dei tuoi pensieri che affollano la mente ed il cuore emozionando. Come se qualcuno ti stesse vicino ricordando che c'è di più e che non è tutto esattamente così come sembra, e spesso finisce che ci credi subito frenato dal pensiero che non si può vivere di illusioni. Quella voce sottile che si insinua dentro te intanto non sembra voler arrendersi al cinismo ed all'indurimento delle delusioni del non aver visto che da lontano il miraggio della speranza ma senza mai averla toccata e vissuta. Cerchi di darti un contegno da persona rispettabile che si adegua ai canoni generalmente accettati e riconosciuti come ragionevoli per darti il tono che non serve ad altri se non a te stesso perché in fondo ci credi anche tu che sarà difficile che le giornate possano essere diverse da quelle che hai trascorso ma quella voce comincia sempre di più ad assomigliare ad un sermone convinto e nel silenzio sottile delle sue dichiarazioni sottese alla comprensione, il suo dirimere questioni complesse come lo scopo per cui continuiamo a vivere e desideriamo respirare ancora, cattura finalmente tutta l'attenzione di chi, come me, forse come te, in fondo desidera che sia vero.
Non è che davvero ha ragione lei!!??




















































































5 aprile 2017

VIE NASCOSTE





















Per quel bisogno di lasciare una traccia
quando troppe notti diventano insonni
ed hai solo il desiderio di uscire
fuori da te.


Avanzi di un passo
ma ti accorgi che il tuo piede
poggia sul vuoto
come aleggiando,
superato lo smarrimento
provi a metterne un altro
e anche questo poggia su qualcosa
ma non riesci a vedere nulla,
solo senti che va tutto bene.


C'è una via nascosta,
allora,
di quelle che non possono essere viste,
non puoi identificarla
come se fosse logico e prevedibile
per scoprirla e percorrerla
forse bisogna mettere quel passo
dove sembra che non ci sia nulla
dove non si vede nulla che possa essere visto
con i soli occhi.


Uno squarcio che libera la vista
dischiude una dimensione nuova
fantastica del futuro
ipotizza un nuovo creato
panegirico di una genesi.


Che si inauguri allora
quel cammino nascosto
che palpita scandendo la verità
celata e custodita
per chi avrà il coraggio
e la forza
di non cedere affatto

continuando a cercare.







































































4 febbraio 2017

NOI



















Che poi non si dica che non c'è speranza.
Perché speranza c'è.
Nelle mirabolanti fantasie
dei sogni più arditi
con la coscienza che non sarà facile
ma che anzi le difficoltà
ci permetteranno di alzarci in quel volo
tanto atteso e così desiderato.

Mi sono seduto davanti al pc
e sembra che le dita scorrano da sole
che sono io a doverle seguire
piuttosto che il contrario
mentre penso e realizzo dei giorni
che ci sono stati e quelli in cui stiamo vivendo
nei quali sembra che ci sia povertà
e non solo economica,
distrazione
e non solo perché incroci lo sguardo del fascino di una bella donna,
cinismo e non solo quello necessario
per la soluzione di controversie oramai vetuste.

Ma dov'è la speranza allora?
Credo che la speranza sia in noi.
Esattamente in noi.
Come comprendendo il modo in cui siamo fatti
e di quanto siamo capaci.
Nella scoperta di ciò che non è possibile vedere
approfondendo l'entrata in una dimensione nuova e possibile.
Senza dimenticare la forza della difesa,
tutta razionale e giustamente egoistica.

Insomma una nuova strada
che parte dall'uomo
per quelli che sono degni di rientrare nella categoria
e di esserne degni rappresentanti.