Uomo

Uomo

31 dicembre 2014

2015




















Non potevano essere di più i 365 giorni dell'anno 

che sta finendo eppure più passa il tempo, 

attraverso il loro scorrere discreto e silenzioso e 

più sembra che siano meno i giorni degli anni 

che trascorriamo anno dopo anno, azione dopo 

azione e invenzione dopo invenzione. 

...Come quella dell'andare avanti da soli 

nonostante tutti, anche se non puoi essere 

completamente da solo mai, e quella della 

scoperta del fastidio che alcuni individui 

generano in te e che se fino ad ora hai 

sopportato perché hai teso a giustificare i loro 

comportamenti quando hai finalmente scoperto 

che...sono fatti così, comprendi che è arrivato il 

tempo che come dice questa canzone ...non ci 

scassate....!

Tempo quindi di tagli e di ridimensionamenti non 

di comprensioni e dilazioni. Troppo breve la vita 

per non dedicarsi al meglio che abbiamo e che 

fatalmente ci circonda ed a cui siamo legati. 

Senza lasciare il tempo di cercare sino a quando 

le forze e la sagacia ce lo permetteranno perché 

il sapore della scoperta non può essere descritto 

in nessuna grandezza fisica né con parole 

consone ma solo con uno spirito attento e 

l'umiltà pronta senza alcuna euforia e col giusto 

entusiasmo ...ad accogliere.




...Dimenticavo



Auguri per un 2015 come vuoi Tu




























































19 dicembre 2014

13 dicembre 2014

QUELLA FOTO





















Un pomeriggio con una serie di appuntamenti in giro per la città ed un cielo che più passano le ore e più si fa blu. Mi trovo dalla parte opposta rispetto alla zona in cui abito, puntuale per quanto posso e per quanto non mi sta bene di esserlo, si perché ci sono volte che provo un raffinato gusto ineffabile ad arrivare in ritardo, forse perché è qualcosa che se lo fanno a me, di ritardare, non riesco a perdonare facilmente e infliggere questa sorta di 'dolore' ha pur sempre il suo fascino! Ma era pomeriggio ancora ben soleggiato di quel sole che è possibile avere in inverno anche se quest'anno dalle mie parti non è che lo si possa davvero definire tale, e quasi senza accorgermi mi sono ritrovato ad aver bisogno di spostarmi dopo aver finito stranamente in anticipo rispetto al previsto...quando passo da quella strada. 
Non sono riuscito ad andare avanti. 
Sento ancora i clacson delle auto che mi stavano appena dietro con la fretta dell'ora di rientro quando desideri naturalmente prendere qualcos al bar, ammesso che ci sia un parcheggio disponibile e con almeno un posto libero per te. 
Ho accostato lungo la fila delle auto impilate ai bordi della strada, bloccata l'auto e lì in fondo esattamente come tempo fa il sole che tramonta rendendo quella che è stato il teatro di tanta storia uguale ad un tempo che non può essere dimenticato. 
Sensazioni strane e inesprimibili quelle suscitate dall'immagine che riaffiorava dapprima sbiadita e poi via via sempre più chiara sino ad essere così come la vedevo, così com'era e non ho potuto esimermi dal fotografare ciò che stavo vedendo. 
Chissà quante volte avrei voluto farlo e mi sarei voluto fermare pur stretto dalla fretta e dai svariati impegni, fottendomene di ogni scrupolo affiorante e delle persone in attesa e delle aspettative e ...mi sono fermato questa volta. 
Ora posso farlo. 
Ora devo farlo senza doverlo evitare. 
Forse qualcuno avrà notato il flash del cellulare mentre scattavo alcune foto per poter scegliere la migliore, e la migliore è stata quella senza alcuna aggiunta di luce. Quella che, come nelle cose più semplici e senza lapislazzuli, poi per questo è sempre quella scelta. E non parlo solo di foto né di riflessioni. 
Ho provato un profondo piacere nel fissare quel momento con un'immagine eloquente di un tempo. Dialettica silenziosa e significativa. Disanima della parte sottesa al tempo che non gestiamo e che spesso ci condiziona. 

...Finalmente ho posto una pietra per ricordare.

Come facevano popolazioni antichissime, quasi che ce ne fosse bisogno, ci son ricordi che giammai smetteranno di esserlo!

Solo che la mia non ha la medesima consistenza.



























































22 novembre 2014

FUORI DI ME




















Sensazione rilassante quando mi sveglio al mattino e che non sia giorno di lavoro, allorché apro timidamente gli occhi per realizzare la sensazione di essere al di fuori di me, come sbirciando dalla fessura di una porta semiaperta qualcuno, scoprendo che quel qualcuno sono io che guardo tutto ciò che mi sta intorno e che conosco alla perfezione solo che, quando lo faccio al mattino per inaugurare l'inizio di un nuovo giorno provo la soddisfazione di quando ti guardi allo specchio e ti osservi comprendendo meglio ciò che fai e come sei. 
Soddisfatto di aprire gli occhi che è come nascere, esattamente come nascere, quando per la prima volta vedi la luce e respiri utilizzando appieno i polmoni e piangi gridando al mondo del disagio che hai nel cambiamento appena subito e subito affrontato in faccia al mondo, anche ai tuoi stessi genitori dei quali riconosci subito di aver bisogno, e del loro calore. Così al mattino di quel nuovo giorno con l'attraversamento di ogni ora e di quel viaggio che la luce fuori compie iniziando ad illuminare di rosso l'aria che respiri fino a quando l'imbrunire, tempo di riflessioni e speranze, giunge premeditando la sera con l'alternante luccichio delle stelle. 
C'è silenzio... ma non di tristezza, anzi di quel profondo piacere di essere vivo e di occupare un posto nel mondo e fra i suoi abitanti della qual cosa non sempre si può essere orgogliosi, ma considerando lo spazio espresso da te nell'occupare un posto fra il pulviscolo atmosferico sospeso da secoli, si! Di poter pensare e piangere e parlare e pronunciare le parole che ti esprimano come le azioni, le offese, la gioia. Solo alcuni dei sentimenti che contraddistinguono e segnano la nostra vita qui, mentre spesso la degradiamo ad un mero incidente di percorso.
...Non muovo nulla, rimango immobile mentre questi pensieri affollano la mente senza appannare la vista che scruta l'ambiente circostante con la curiosità della prima volta, e non lo è, ma in quel momento è come se lo fosse. 
Guardo lo specchio delle ante centrali del grande armadio che è sempre pieno di vestiti ma adesso solo da uomo, solo i miei, non riesco a specchiarmi perché indugio nei movimenti, sono solo gli occhi a muoversi, e quindi posso vedere solo ciò che si può vedere non muovendo niente altro. Roteando le pupille osservo quella tenda che non mi è mai piaciuta, scelta non fatta da me, rimasta ancora montata a scurire la stanza quando il sole vorrebbe entrarci senza trovare ostacoli e la porta, quella per accedere in sala, che chiusa, costituisce la separazione dal tram tram dello scorrere nella routine di ogni giorno, non appena comincerà davvero per me, adesso sto solo sognando ad occhi aperti immaginando come sarebbe il mondo, come sarei io, se quei momenti si diluissero per tutto il giorno correndo il rischio di non cessare mai. 
Li richiudo per godere di quel momento giunto quasi alla sua fine, invece. 
Profondamente soddisfatto di poter guardare ed ormai di poter vedere qualcosa, di poter intravedere le ambiguità e l'inganno, la pulizia e la sincerità. 

...La vita comincia davvero quando la senti scorrere nelle vene.
































9 novembre 2014

MATTINO





















E’ come quando hai un appuntamento al quale tieni quando mi alzo molto prima che la sveglia suoni, ogni mattina alla stessa ora come per quello con il giorno che non è ancora stato concepito ma che vedo sempre nascere con il sole che fa capolino dietro all'orizzonte illuminando il cielo di rosso e l’aria tersa e frizzante.
Un appuntamento con qualcosa che ancora non c'è e col quale poi ti sembra di nascere , di partecipare al suo esordio nel tempo, come fautore e distintivo del tempo stesso. Il succedersi dei giorni quanto lo scoccare dei minuti nell'incedere del prossimo, sempre del prossimo temendone la velocità ma restando stupiti della sua incisione in ognuno di noi che assistiamo al suo evolversi.
Evoluzione che rimanda al cambiamento genetico di specie animali che si sono adattate ai nuovi ecosistema traendone i migliori vantaggi per la perpetuazione della specie che in alcuni casi ha resistito fino a milioni di anni. La forza dell'adattamento! Che ha significato contemporaneamente fine e principio, quando si è saputo prevedere il tempo della fine e compreso il tempo del novo inizio.
Noi siamo acuti e scorgiamo il futuro nella nebbia ma non ne siamo pronti ad affrontarlo, ci arrovelliamo per estrapolare una soluzione dalle varie proposte ma senza la necessaria umiltà dei nostri limiti.
E non parlo dei sogni, che ci traslano nelle chimere impossibili trasformandole in storia ma della ragionevolezza nell'apprendimento del futuro e nella sua interpretazione.


Al mattino le ore sembrano allungate come la notte. Mentre però nel buio e al solo chiarore delle stelle non ci fai caso, quando il calore dei raggi ti illumina, si, che quei momenti non torneranno più e che sono oramai trascorsi.






























2 novembre 2014

Uomo












Tutto bello e perfetto 

quando decidi di scrivere di tutto 

meno di ciò che senti davvero,

 della sospensione dalla vera vita

 e di quella inconsueta sensazione

 di essere solo spettatore.

...per questo guardo avanti 

senza trasformismi

attaccandomi al respiro che possiedo

sorridendo con il più largo dei sorrisi

accogliendo il futuro 

come l'occasione migliore che ho

senza farmi troppe illusioni 

continuando ad essere

 in fondo

...soltanto un Uomo.


































11 ottobre 2014

DEMOGRAFIA














Ci sono 

sin troppe distrazioni in questi giorni ma è meglio che ci siano in definitiva perché non possiamo pensare ai temi molto più grandi di noi, proprio così mi ha risposto un amico questa sera in palestra. Non possiamo far nulla. Eppure stiamo riuscendo a distruggere la terra e ad accelerare quel punto del non ritorno che già vediamo all'orizzonte che sorge ma come una tempesta inarrestabile. Non ci sono risorse alimentari sufficienti per la popolazione attualmente in vita sulla terra ma noi siamo lì a concentrarci sulla partita della nostra squadra del cuore e non è poi così sbagliato perché non dobbiamo pensare e se cominciassimo a farlo dovremmo distrarci il più possibile per smettere. Non dobbiamo pensare alla remota possibilità che si decida di operare uno sterminio di massa a livello globale per sfoltire il genere umano e controbilanciare l'incremento demografico esponenziale degli ultimi vent'anni. Ogni caso di moria umana dal vasto respiro ha prodotto poi un periodo di rinascita. Non dobbiamo pensare che i casi sempre più frequenti di Ebola siano stati generati dalla propagazione del virus fatta metodicamente e scientemente. Non possiamo neanche dover immaginare che le case farmaceutiche siano sempre coinvolte nelle propagazioni di virus letali e non proprio per vendere quei farmaci- antidoto che, guarda caso, riescono a scoprire quasi subito dopo mentre dopo aver ricercato anche per anni non è possibile utilizzare e quindi non vengono divulgati metodi provati per la cura del cancro solo perché gli investimenti sono stati notevoli in quella direzione e devono avere un ritorno. Sembra fantasia, ma è la verità per quanto assurda e reproba possa sembrare ed essere. C'è bisogno che popolazioni muoiano e nazioni siano estinte per poter ricominciare. C'è chi pensa infatti che se non si sacrifica qualcuno tutti saremo condannati all'estinzione. Non è poi così illogica la riflessione se ci pensiamo davvero ma c'è qualcosa che stiamo tralasciando ed è che si sta parlando di persone e di individui con la loro storia e le loro famiglie ed i loro sogni ed il loro futuro. Nessuno ha il diritto di decidere della morte di un altro. Per dovere di cinismo devo ammettere che se ognuno di noi dovesse avere la responsabilità di decidere, credo che ci si dovrebbe di certo porre dinanzi al problema molto seriamente e non escludo che si possa considerare davvero quella strana ipotesi. Questo solo da un punto di vista strettamente logico, obiettivo e cinico. Solo che questo è anche un problema etico e non da poco considerando che l'inclusione di qualcuno vorrebbe dire l'esclusione di un altro e questo noi non possiamo davvero deciderlo. Mentre sto scrivendo da qualche parte c'è qualcuno che lo sta pensando e forse è già tutto programmato. Non lo escluderei così facilmente. 
Ultimamente non riesco ad essere molto allegro per quanto sia tendente all'ottimismo ed al sorriso facile. Provo la netta impressione di non avere aria sufficiente. Eppure il mondo è quello che conosco, solo che da un po mi sembra sempre più stretto.









visitando alcuni link:
































28 settembre 2014

PENOMBRE























Mi sono seduto ed ho preso un quaderno vuoto e bianco, di quelli che si usavano solo dalla quinta elementare di una volta, con il rigo fatto di una sola linea orizzontale sulla quale puoi scrivere ciò che hai bisogno di scrivere e senza alzarmi per raggiungere il cassetto dove sono tutte le penne, mi sono allungato fino a prenderne una, mi succede quando ho la sensazione che la storia della mia vita debba diventare trasparente, che debba attraversarla, che debba essere possibile guardarla come distaccandomi da lei, da un punto solitario e nascosto di osservazione. 
Spinto dall'atmosfera creata dalla penombra di una lampada accesa e tutt'intorno buio, faccio i soliti disegni ombrati che mi diverto a creare per aver imparato a scrivere in corsivo elegante sin da quando ero solo un ragazzo, essendo stato in una oreficeria durante le vacanze estive, dove con il bulino o il pantografo si incideva sull'oro e sulle lastre d'argento per rendere indelebile il ricordo di un momento importante, poi col tempo ho scoperto che molti di quei momenti che si volevano fissare sul metallo e nella memoria erano diventati storie tristi e dimenticate dal tempo e dai loro attori senza che nessuno vi facesse più attenzione, senza che importasse più a nessuno. 
Ma non è così per tutti, almeno credo, almeno spero che non tutti abbiano abbandonato sé stessi all'oblio del nulla guardando al futuro senza risolvere ciò che lo determina e lo rende migliore. 
Scelgo una pagina di quel quaderno prendendola fra le dita come a misurarne lo spessore, è compatto nonostante la sua sottigliezza e solo con la prova di un soffio vibra come la corda di un violino quando è sfiorata dai fili di crine cerati dell'archetto mentre produce un suono distinto che lo diventa sempre di più quanto decisa e abile è la mano che lo spinge e lo ritrae.
I suoni da ascoltare da quel foglio sono storie e ricordi narrati dall'anima dove questi sono stati depositati dal tempo e dove sono diventati umus per la nascita di una visione migliorata dalle ferite del passato di cui quell'umus stesso ne era intriso, alla fine il suono solitario e malinconico di una melodia composta sulle corde di quel violino non è poi così diverso da quello di un foglio vivificato dalle parole. 



























31 agosto 2014

ATTIMI














Dapprima teso e confuso
badando alla gente 
ed alle gentilezze di rito
dopo essermi fermato
ed aver fermato anche l'interesse
per ciò che intorno c'era
ben distratto da ciò che non fosse il prossimo passo
ho disteso la schiena
alzato lo sguardo
ammirato il sole 
mentre sospiravo sentendone il calore
provando una soddisfazione profonda.
Allargo le gambe per piantare meglio i piedi per terra
ricevendone una maggiore stabilità
nello stare ritto 
in quel medesimo luogo 
prima torpore e ambiguità
ora chiarezza forza e speranza.

...Bella la vita!































22 agosto 2014





















Per non dimenticare 

la profonda necessità

di dire...

anche attraverso parole

che scandiscono i giorni

ed il loro scorrere

discretamente e con la forza dell'anima

capace di inventare e distruggere

abbellire ed impoverire.


...C'è umido fuori stasera
   e l'afa si sente di più,
   mentre scrivo
   il timido vento caldo
   prodotto dalla ventola silenziosa del pc
   passa dal polso e si insinua fra le dita
   quasi a frenare il continuo pigiare sui tasti
   per comporre le parole.


Non credo ci riuscirà!
   
 


19 giugno 2014

VICINANZA






















Quando sono giù e l'anima mia, così stanca!




Quando i problemi giungono e il mio cuore è appesantito









































Allora, io sono ancora qui ad aspettare in silenzio



Che Tu arrivi e ti sieda un po' con me.





































































Tu mi sollevi, così posso stare in piedi sui monti
































Mi rialzi, per camminare su mari in tempesta







Sono forte, quando mi poggio sulle tue spalle









































Mi rialzi più di quanto io possa essere
                                         Mi rialzi più di quanto io possa essere.
                                   Mi rialzi più di quanto io possa essere.
                                      Mi rialzi più di quanto io possa essere.
                                          Mi rialzi più di quanto io possa essere.
                                               Mi rialzi più di quanto io possa essere.
                                                       Mi rialzi più di quanto io possa essere.
                                                            Mi rialzi più di quanto io possa essere.
                                                                   Mi rialzi più di quanto io possa essere......

















































Non c'è vita nessuna vita senza la sua stessa fame;


Ogni cuore inquieto batte in modo imperfetto


Ma quando tu arrivi ed io sono per questo, pieno di stupore,


A volte,  penso di intravedere l'eternità.

                                  
                                  















































Come nella serenità

dolce e sommessa

che segue

tempesta e fragore

...del lento e inesorabile sbocciare

del fiore della conoscenza

...dell'ascolto, nella più completa assenza

di voci domestiche

più di ciò che sei

più di ciò che sono

...danze colorate

in viali infiniti

gioioso avanzare fra risa e lacrime trepidanti

per l'emozione così profonda

generata da quel nulla

che si è trasformato in incenso

e le stanze hanno preso a profumare

ed il fumo ha impedito di guardare

perché si potesse vedere!






























































When I am down and, oh my soul, so weary; 
When troubles come and my heart burdened be; 
Then, I am still and wait here in the silence, 
Until you come and sit awhile with me. 

You raise me up, so I can stand on mountains; 
You raise me up, to walk on stormy seas; 
I am strong, when I am on your shoulders; 
You raise me up… To more than I can be. 

You raise me up, so I can stand on mountains; 
You raise me up, to walk on stormy seas; 
I am strong, when I am on your shoulders; 
You raise me up… To more than I can be. 

There is no life - no life without its hunger; 
Each restless heart beats so imperfectly; 
But when you come and I am filled with wonder, 
Sometimes, I think I glimpse eternity. 

You raise me up, so I can stand on mountains; 
You raise me up, to walk on stormy seas; 
I am strong, when I am on your shoulders; 
You raise me up… To more than I can be. 

You raise me up, so I can stand on mountains; 
You raise me up, to walk on stormy seas; 
I am strong, when I am on your shoulders; 
You raise me up… To more than I can be





' You raise me up'

'Josh Groban'





















Gianni