Uomo

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24 gennaio 2019

RIVEDO IL CIELO




Ripasso silenziosamente in questa stanza

strano senso quasi che non mi appartenga più

poi rivedo il viale ed il cielo, 

le parole condite ed i velluti lisci come petali di rose

...è il mio casolare di campagna 

nei giorni di neve,

un camino acceso ed un buon bicchiere di brandy.

L'alba che sente il fresco del mattino

la corsa sull'erba morbida ed ancora intrisa di brina.

Luci soffuse per osservare

ciò che non si vede con gli occhi,

E poi ascolto…

Le musiche e le tracce ancora qui,

indelebili e significative.

Oggi che i miei occhi sono illuminati

vedo un nuovo giorno che sale

dopo la luna rossa all'orizzonte

che per intravederla

mi sono distratto dalle fronde mosse dal vento.

Oggi che il mio cuore è pieno.

Traboccante e rigoglioso

come un campo colto che dà frutti in ogni stagione.

La strada è stata percorsa 

e le origini sono state mosse.








































































20 novembre 2013

BIVIO

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B I V I O
Smembrato in mille pezzi di me dispersi in uno spazio infinito e senza confini. Se guardo solo per un pò al passato: pietre miliari e tappe di una storia in due che riempie il cuore di emozione e stento...a trattenerle, in un periodo questo di estrema delicatezza. Ma non per quanto ho avuto...anche per quello, non nella parte maggiore...quanto per ciò che mi è mancato, ed è la parte maggiore. Ho cercato complicità, intesa, comprensione, sguardo che cerca, intimità spirituale...ma ho trovato poco. Ed ora dopo essere stato marito per anni sto decidendo di smettere di esserlo. Rinuncio alla morte. Voglio con tutto me stesso seguire la vita...la mia. Non sono disposto a vendermi l'anima, per continuare una finzione che ha prosciugato ogni sorgente, ogni fede, ogni certezza acquisita nel tempo. Il bivio è stato raggiunto, dal quale prendo la strada della rinuncia ad una vita fatta di insinuazioni,  accuse, giudizi prevaricatori. Il bivio è la ragione del cuore...questa volta. Il signore del destino...sempre lui: il cuore. E lui ora è in lacrime. Non appena può. Non appena una parola gli ricorda di non aver vissuto come avrebbe dovuto, di non aver goduto dei diritti a cui aveva diritto. Il cuore grida da una prigione fatta orami da tempo...troppo tempo, di abitudine e piattezza. Non slanci, non passione, non dedicazione...non più. E con loro ho parlato. Si con i miei due occhi. Ho presentato loro il mio cuore, la mia vita ed hanno capito. Loro, così giovani, hanno capito e quello che non speravo è accaduto...mi hanno benedetto...sapendo che mi sarei distratto. Il cuore grida e vorrebbe che quella prigione si trasformasse, se fosse possibile, in un cortile dorato, ma sono troppe le volte che si è sperato e fatto mille tentativi, mille volte ormai. Decido di allontanarmi. Di star solo. Continuo ad essere padre...un ottimo padre...ma smetto di essere marito. Non lo sono più. Da ora. Ma gia da qualche tempo. Si lei fa tutti i tentativi che io noto, per quella caratteristica personale di essere attento alle piccole cose...e riconosco quei tentativi così teneri e discreti e talvolta anche forti e diretti. Bene, molto bene. Ma la misura è stata colmata. Non riesco a trovare una giusta compensazione che stabilizzi e riequilibri. Non riesco più. La verità, quando è troppo semplice, diretta, è la verità! ...non si direbbe sul post di un blog...
  

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18 ottobre 2013