Uomo
21 agosto 2026
LA CREAZIONE DALLE ORIGINI
30 dicembre 2023
DUE GIORNI PRIMA - 2024
Mi immergo, termine che più adatto non si può quando si tratta di percorrere queste pagine così significative e dense di emozioni. Solo vedendo apparire le parole esattamente dopo un microsecondo dal momento in cui pigio i pulsanti della tastiera ho la netta impressione di star fermando il tempo, raccolto qui, davanti a qualcosa che non è soltanto una pagina ma è me stesso.
Guardandomi in uno specchio molto più riflettente di quello che utilizzo la mattina per radermi e controllare il viso e con quello, lo scorrere del tempo che inesorabilmente ci trasforma come nel frattempo ci accorgiamo di diventare individui migliori di quello che eravamo anche solo un anno fa.
Già ma il trascorrere di questi fatidici trecentosessantacinque giorni non mi ha esentato dal commettere errori talvolta grossolani, evitabili, di distrazione, mancato riconoscimento della verità, superficialità, proprio in ciò che odio non si debba considerare, ebbene, sono inciampato in alcuni di queste dimenticanze.
E le persone che ho incontrato, conosciuto ed apprezzato, quei piccoli gesti agiti e ricevuti che circondano l'anima di consolazione che ci arrovelliamo per ottenerla, mantenerla in noi perché abbondi come i piatti di Natale, appena passato e di cui ancora l'aria è satura del suo profumo, e di quelli che i più si ciberanno nei giorni a venire che concludono un periodo così diverso per ciascuno di noi.
Devo fermarmi! Come in un deserto dagli spazi infiniti dei quali non riesci a guardarne i contorni, su una sabbia rovente e piatta che estende ancora di più la sensazione dello spazio che hai intorno a te così vasto che sembra ti soffochi mentre pian piano comprendi che invece è proprio adesso che i polmoni riprendono l'aria che gli è mancata e di cui ne sono stati affamati.
Lo sguardo parte da dove i miei piedi sono piantati per alzarlo, lentamente sino a tracciare una linea ideale che giunge sino all'orizzonte fino a terminare proprio lì davanti, per poi proseguire sino al cielo, fino a quello che ti sta sopra, che insiste su di di te.
Certo su di te, perché tutto tende a farci dimenticare quanto siamo parte del mondo, il cielo insiste anche su di noi, su di me e su di te, ci rende parte integrante dell'universo che troppo spesso diventa di proprietà altrui come se ne fossimo esclusi, come se questo mondo appartenesse ad altri e non anche a noi.
Comincia un nuovo anno fra poche ore, non credo più, come un tempo, nell'improvviso cambiamento non appena scoccata l'ora del primo millesimo di secondo del primo minuto della prima ora del primo giorno del nuovo anno, credo invece nel lento ed inesorabile progresso del nostro spirito, mentre il tempo scorre e gli anni passano e noi miglioriamo dentro noi, cominciamo a vedere bene, distinguiamo meglio le ironie e le supponenze della vita, i brogli e le architetture ordite dagli uomini nascostamente, come se non fosse invece così evidente, come se non fosse invece così lampante come in una giornata di sole a mezzogiorno.
Eppure c'è ancora chi si illude di mistificare illudendosi di non essere scoperto, di poterlo fare all'insaputa degli abitanti del mondo.
Ora respiro, mi capita spesso quando mi cimento nel tracciare quello che sento che provo e che mi scoppia dentro, un respiro appena sospirato proprio adesso mentre dipingo me stesso, inconsapevolmente come sempre accade quando si lasciano le dita libere di correre sui tasti ed i pensieri volteggiare nella mente.
Lascio qui i miei migliori Auguri per un 2024 Sereno a te che passi per leggere, che ti sei soltanto soffermato a farlo.
Ti Auguro un Anno decisivo per la realizzazione dei tuoi desideri e per la riparazione delle tue ferite perché rimarginino e non si inumidiscano più.
Sono tentato di fare riferimenti personali con i nomi ma non lo farò per non escludere nessuno.
...descrivendo un pezzo della mia storia in questo momento...
Uomo
2 giugno 2023
DISSOLVENZA DEL 2 GIUGNO
17 maggio 2023
ESSERCI
Pensavo in questi giorni a queste pagine deserte,
in questo momento,
non intendo lasciare che lo restino, deserte!
Per questo scrivo anche solo poche righe
per ricordarlo a me soprattutto
che ho bisogno di Esserci
di descrivere l'anima, la mia!
Uomo
6 gennaio 2023
ANNO NUOVO
19 dicembre 2022
IO
26 novembre 2022
NEL BUIO DI QUESTE PAGINE
Giro e rigiro fra le strade della mia quotidianità, svolgendo gli affari che riguardano la mia vita, incontro persone, tante, devo relazionarmi con tutte, per lavoro o solo per amicizia, mentre rientro poi a casa in auto, con i finestrini solo un po' abbassati per non far entrare le gocce di pioggia mentre il tempo fa le bizze, la musica su ma non a volume alto questa volta, i semafori che sfilano lateralmente sul parabrezza riempito ormai di tante goccioline che trasformano la visione delle cose come in caleidoscopio e ripenso alle cose accadute, alle parole dette ed a quelle solo pensate, alle reazioni della gente e tutto scorre come in un film in bianco e nero... una canzone che desta qualche ricordo viene messa in scaletta da qualche radio privata, come quella che io sto ascoltando in questo momento che diventa la mia compagna di viaggio.
Ci sono momenti in cui la musica esprime un potere mai immaginato prima, con le sue note pacate e vibranti, le parole che la accompagnano come in una simbiotica passeggiata, tracce lasciate su un sentiero di campagna, fango e pietrisco, mentre ai lati il verde di un'erba alta solo pochi centimetri ma sufficiente per farti sentire la sua morbidezza se poggi il tuo piede e provi a camminarci su.
Storia di un attimo, solo momenti, della fine di una giornata strana, niente è riuscito, per quanto abbia intensamente interessato la mia attenzione, a distrarmi da certi pensieri nei quali qualcosa mi manca, forse qualcuno.
Uomo
9 maggio 2022
PAROLE SILENZIOSE
parole
che vanno pronunciate
senza proferire
alcun suono
e
silenziosamente
ascoltate
Uomo
29 aprile 2022
DIMENTICARE
Dovremmo dimenticare,
perdere la memoria di noi per non sapere più nulla,
per non accorgerci che ci sono tracce indelebili
solchi profondi tirati senza mai perdere il filo,
speri che quelli siano stati riempiti dal tempo e dagli anni
ma poi,
quando giri la testa per osservare,
sospirando come sperando di non
vedere tutto ancora lì,
ne scorgi i fili d'erba cresciuti nel frattempo
e le zolle indurite dalle piogge e dalle secchezze ma ancora lì,
come se il tempo non fosse passato,
come se quel soffio di vento leggero e caldo
non ti avesse mai sfiorato i capelli,
come se le tempeste affrontate
ed i marosi superati che quasi ti perdevi,
non ci fossero mai stati,
eppure
le pagine sono state scritte, lette, vissute sino a sudarne livori e amarezze.
Socchiudi quindi gli occhi,
ti fermi a pensare qualcosa, non vorresti farlo,
non avresti dovuto farlo ma i legami, quelle corde tese e resistenti
non hanno mai davvero ceduto,
mai un solo filo di quelli che le compongono ha smesso di reggere,
per questo,
dovremmo dimenticare,
ma non perché tutto si depositi in fondo a noi,
nei meandri del rimpianto,
sistemandosi nel buio del tempo passato,
ma perché ci sfiorino lambendo gli ultimi momenti
di quelli che non vorresti finissero mai,
di quelli che non torneranno mai,
di quelli che non avresti voluto mai accadessero ma che se non ci fossero stati.....
mai avresti potuto
sentire la vita
che oggi
sai bene
di
aver
vissuto
26 gennaio 2022
TRACCE
Una stretta dentro, che mi impedisce di lasciare, mentre sono andato a rivedere le parole, i pensieri espressi e quelli solo accennati, di un tempo, di un modo, indelebili tracce che solcano l'aria imprigionandola e costringendola a soffiare. Sento i fruscii di foglie mosse nel silenzio di una penombra serena, densa di ogni emozione, viva più che mai, con gli occhi che riflettono un tramonto, un giorno termina, e di un altro se ne odono i vagiti, voci sempre più stentoree, più risonanti.Solo un Uomo, so di essere solo un UomoNella estenuante ricchezza di esserloe nella certezza di vivere come nei sogni più profondiquelli delle albe colorate e piene di luce e colori.Non riesco a rinunciarvi dovrei zittirmi, tacere nell'anima e sento invece che le grida si odono sin da quiprorompenti e chiassosecome mai
14 marzo 2021
PENTAGRAMMA
Ci vuole un po' di musica, di quella buona che permette di rilassarti davvero,
che ti fa apprezzare ogni nota, ogni pizzicata, ogni colpo del martelletto dei tasti sulle corde del pianoforte,
ogni soffio sull'ancia del clarinetto e che nell'armonia composita, trai quel senso del ritmo,
che ti fa muovere la testa, che ti spinge a portare il tempo
così, senza quasi accorgertene mentre ti ritrovi immerso nella melodia e nelle sue pause, timbri, accidenti e
accordi diminuiti, quelli che ti introducono ad altro, attesa di ciò che deve venire, proprio come nella nostra
vita, orchestra maestra, non delle serate festive e dei concerti in teatro ma rapsodia di ogni singolo momento
trascorso, sincopi dei pomeriggi assolati, dell'ora nell'imbrunire,
pausa del finire dell'opera e preludio di una nuova maestria, della bacchetta ben disposta, e l'attenzione dei
maestri, degli amici, della gente che incontri,
ogni attimo, ogni singolo attimo, uno ad uno, di una vita intera osservando il sole, fulgido di maestà,
come decine di violini all'unisono, e le arpe e le viole, i tamburi che scandiscono un tempo,
quello che stiamo vivendo adesso, porzione del pentagramma di noi e dei passi che ci restano per il futuro.
11 febbraio 2021
SOLO PER DIRE
28 dicembre 2020
IL MARE D'INVERNO
Un tuffo e dritto sotto il pelo dell'acqua, nuotando per un pò senza uscirne ed utilizzando tutta l'aria disponibile fino a quando i polmoni stanno per scoppiare ed allora risali, ma senza smettere di nuotare, riprendi aria e ricominci con il ritmo, cadenzato fra bracciata e respiro, sincronia unica che ti permette di fare tanto, di coprire lunghe distanze senza alcun sopraffiato.
Mentre affondi le braccia alternativamente nell'acqua per reazione una miriade di gocce si sollevano e ti prendono in viso ma tu continui, non sarà certo tutto questo a poterti fermare, e poi l'altro braccio mentre un altro groviglio di gocce ti invade poggi la testa da un lato sul pelo dell'acqua ed ascolti per qualche secondo ciò che il mare propaga inavvertitamente dandoti la possibilità di ascoltare suoni che impari col tempo a riconoscere come il motore di un fuoribordo o lo stridio dei ricci attaccati con le loro minuscole ventose agli scogli, ed è una sensazione straordinaria di libertà e di benessere superando le onde un pò più alte, quelle più larghe che ti fanno scendere giù per poi trascinarti in risalita e lui, il sole, che non smette di picchiare e guai se non lo facesse!
Si oggi siamo in pieno inverno ed è sera, nella mia città ora ci sono circa 9 gradi e fa freddo, il mare, perché è una città sul mare, dista da casa mia solo pochissimi chilometri ma tutti di palazzi e vie cementate, ma ora è proprio questo che sento, e che vorrei fare.
Nel mare, l'ambiente in cui vorrei essere.
Mi crogiolo nella pura illusione delle fantasie che spesso pervadono gli uomini ma mi piace che questo possa accadere, che possa immaginare sensazioni che non vivo adesso ma che è come se lo fosse, per quella inarrestabile voglia di vivere e di vivere ancora più che mai!!
Uomo







